PROCESSO MONTEDISON: CONFERENZA STAMPA DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE

Alla conferenza stampa tenutasi presso la sede dell'Amministrazione Provinciale, hanno partecipato, tra l'altro, Laura Mara, avvocato di parte civile, Alberto Alberti, ex dipendente del petrolchimico Montedison, e il Dottor Luigi Mara, consulente tecnico dell’accusa.

1970, 1989. Anni di veleni respirati.

72 operai morti.

Nelle aule del tribunale di Mantova, (presieduto dal giudice Eleonora Pirillo) si è riaperto il processo contro gli ex manager del petrolchimico Montedison.

A 24 ore dall’inizio del dibattimento e dopo Comune di Mantova, Inail, sindacati, associazioni varie, l’Amministrazione Provinciale si è costituita parte civile. Anche l’ultimo degli operai sopravissuti Guglielmo Zavattini è deceduto. Presente in tribunale anche l’ex operaio Alberto Alberti sopravvissuto all’esposizione delle sostanze cancerogene ma ammalatosi recentemente. Gli avvocati della difesa sollevando eccezioni, hanno già chiesto l’esclusione dal dibattimento di alcune parti civili come Syndial e Polimeri, Comune, Provincia, Regione, Sindacati, Inail, associazioni e alcuni familiari.

Eccezioni rigettate dai pubblici ministeri Giulio Tamburini e Marco Martani, che con lunghi anni di indagini hanno permesso di ricostruire completamente le vicende aziendali e sanitarie di ognuno degli operai deceduti. Gli stessi p.m. hanno ottenuto la nomina, come esperto, del professor Benedetto Terracini, professore emerito della cattedra di epidemiologia dei tumori all’università di Torino. Il Professor Terracini sostituisce il collega Lorenzo Tomatis scomparso nel 2007 che insieme al mantovano Paolo Ricci responsabile dell’Osservatorio Epidemiologico dell’ ASL di Mantova aveva condotto una ricerca scientifica sui sarcomi dei tessuti molli e diossine prodotte dal polo chimico.

Alla sbarra gli ex dirigenti dell’ex petrolchimico Montedison accusati di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele nella prevenzione contro gli infortuni sul lavoro per non aver tutelato la salute dei dipendenti pur conoscendo la pericolosità dei prodotti trattati. Per anni gli operai deceduti hanno respirato benzene, stirene, amianto. Ora sono tutti morti con tumori ai polmoni, al pancreas, con leucemie e mesoteliomi.

Al processo il Professor Luigi Mara, consulente tecnico dell’accusa, ha sottolineato come la rigorosità dell’indagine effettuata abbia chiaramente dimostrato il collegamento tra esposizione alle sostanze nocive e l’insorgenza delle gravi patologie che hanno portato al decesso i 72 operai.

Nel suo intervento l’avvocato Laura Mara che rappresenta oltre all’ex operaio Alberto Alberti le Associazioni Medicina Democratica ed Esposti Amianto ha tenuto a precisare come le patologie amianto correlate fossero già note negli anni ’50 e ’60 e che fosse già recepito in quegli anni il nesso tra le patologie e l’esposizione alla sostanza stessa.

Presenti in sala anche il Presidente dell’Amministrazione Provinciale Maurizio Fontanili, l’Assessore alle politiche sociali e sanitarie Fausto Banzi, le rappresentanze sindacali, il vicesindaco Alessandra Cappellari, l’avvocato del Comune di Mantova Sara Magotti ed il rappresentante di Medicina Democratica, Fulvio Aurora.

Sicuramente nel dibattimento processuale la prescrizione dei capi d’imputazione impegnerà giudici ed avvocati delle parti in causa. Secondo il parere della procura la prescrizione scatta dopo 15 anni dalla data della morte di ogni operaio deceduto, mentre per l’omissione dolosa di cautele la prescrizione si attiverebbe dopo 12 anni dall’ultima persona deceduta.

Follow us

X
Loading