COSA PENSA LA GENTE DEI REFERENDUM SU NUCLEARE, ACQUA E LEGITTIMO IMPEDIMENTO?

Come far fallire i referendum contro la privatizzazione dell'acqua pubblica, il rilancio del nucleare in Italia e soprattutto il legittimo impedimento?

Il 12 e 13 giugno tutti i cittadini sono chiamati a votare per i referendum!!

FORSE!!!

Come far fallire i referendum contro la privatizzazione dell'acqua pubblica, il rilancio del nucleare in Italia e soprattutto il legittimo impedimento? Semplice, scoraggiando i cittadini a recarsi alle urne. Ed è proprio quello che ha deciso di fare il Governo, confermando così una linea politica volta a bloccare la crescita delle fonti rinnovabili per far posto all'atomo.

Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha infatti detto no “all'election day”, ovvero all'accorpamento delle elezioni amministrative di primavera con i referendum già fissati per l'inizio dell'estate, condannando di fatto le consultazioni referendarie ad un probabile flop per astensione e quindi mancanza di quorum. Tutti d’accordo sulla bontà del nucleare, a cominciare dal neopresidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare Umberto Veronesi, dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, al ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani. Fermo restando la volontà del governo di cancellare le rinnovabili dal futuro dell’Italia proprio perché metterebbero a rischio gli investimenti nel nucleare.

«DESTINO INELUTTABILE»!! - Cosa ha spinto il governo a decidere per lo stop al nucleare? Il premier ha esplicitamente dichiarato che l'emendamento al ddl omnibus è stato solo un escamotage per bloccare il referendum, per la paura che, sull'onda di quanto accaduto in Giappone, esso avrebbe bloccato per troppo tempo la corsa dell'Italia all'atomo, nella convinzione assoluta che l'energia atomica rappresenti «il futuro».

Quanto accaduto a Fukushima «ha spaventato gli italiani - ha detto il Cavaliere -, come dimostrano anche i nostri sondaggi» e la decisione di una moratoria sul nucleare è stata presa anche per permettere all'opinione pubblica di «tranquillizzarsi»: un referendum ora avrebbe portato ad uno stop per anni del nucleare in Italia. Il capo del governo ha anche aggiunto che il nostro Paese ha stipulato contratti fra Edf ed Enel, «che restano in piedi e non vengono abrogati, anzi - ha sottolineato il premier - stiamo decidendo di portare avanti contratti come quello sulla formazione che è molto importante. La posizione del governo italiano sul nucleare è una posizione di buon senso per non aver rigettato quello che è un destino ineluttabile». Queste in sintesi le parole del premier, queste le scelte del governo.

La decisione del Governo ha inevitabilmente suscitato l'indignazione delle associazioni ambientaliste e dei promotori dei referendum, ben consapevoli (almeno quanto Palazzo Chigi) che l'election day avrebbe aumentato le probabilità di raggiungimento del quorum della metà più uno degli elettori, necessario per rendere valido il voto referendario.

Noi di Interferenze TV siamo contrari anche alla privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, perché l’acqua è un bene comune e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di pubblica utilità. Il decreto Ronchi va modificato, considera erroneamente la gestione privata come la soluzione di tutti i mali e minaccia quelle gestioni pubbliche che hanno garantito un servizio efficace, efficiente ed economico”.

Più che privatizzare il sistema idrico, occorre invece risolvere i numerosi problemi del servizio idrico in Italia, dove il 33% dell’acqua potabile si perde nelle reti colabrodo di trasporto e di distribuzione tanto che, in alcune regioni, l’accesso è razionato e irregolare nei mesi estivi.

Il governo sta cercando di evitare il referendum previsto per il 12 e 13 giugno perché i sondaggi prevedono che il quesito sul nucleare, e con esso quelli sull’acqua e soprattutto quello sul “legittimo impedimento”, probabilmente raggiungerebbe il quorum e vedrebbe una vittoria del fronte del sì. Insomma in parlamento si agisce per disinnescare il referendum, in commissione di vigilanza RAI invece ci si concentra per evitare che gli italiani abbiano gli strumenti per decidere come votare. Sarà la Corte di Cassazione a determinare il successo o meno dell’ iniziativa del Governo, se cioè si celebrerà o meno il referendum sul nucleare. La Corte dovrà valutare se sussistono ancora i motivi per la consultazione o se la novità legislativa supera “”i principi ispiratori della disciplina preesistente” rendendo inutile il voto.

Il dato politico evidente è che si cerca di sottrarre agli italiani la possibilità di esprimersi su temi di primaria importanza, uno sforzo che dimostra disprezzo per la volontà popolare.

Al riguardo, noi di INTERFERENZE TV abbiamo voluto sentire l’opinione dei cittadini Mantovani. Abbiamo chiesto loro se erano a conoscenza dell’esistenza dei referendum ed eventualmente se e cosa avrebbero votato.

Ecco il risultato.

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